sabato 11 dicembre 2021

"SILENTI RESPIRI" LIBRO DI CRESCENZA CARADONNA

SILENTI RESPIRI

Descrizione

Pillole di poesia, haiku e aforismi impreziositi da disegni e dipinti ispirati alle parole poetiche della poetessa pugliese. 

domenica 8 marzo 2020

GIORNATA DELLA DONNA

Giornata della donna


Stiamo in casa ma leggiamo anche questo piccolo libro📚

''Maestra per sempre - Diario della scuola che vorrei'' 
di Crescenza Caradonna

Una maestra, la sua classe, i suoi sentimenti. Il libro narra episodi della vita scolastica della classe 1° di bambini che si approcciano per la prima volta con il mondo scolastico con il quale confrontarsi e dialogare per crescere ed evolversi, di una maestra che mette l'anima, il cuore e l'amore nel suo lavoro di educatrice nel quale crede fermamente.
Informazioni editoriali

Titolo: Maestra per sempre - Diario della scuola che vorrei
Autore: Crescenza Caradonna
Data di uscita:2017
Pagine: 44
Copertina: morbida
Editore: Youcanprint
ISBN: 9788892674073
€9,00
https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/maestra-per-sempre-diario-della-scuola-che-vorrei-9788892674073.html
SCONTATO SU: Feltrinelli.it
https://www.lafeltrinelli.it/libri/crescenza-caradonna/maestra-sempre-diario-scuola-che/9788892674073
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https://www.mondadoristore.it/Maestra-sempre-Diario-scuola-Crescenza-Caradonna/eai978889267407/

lunedì 2 marzo 2020

8 marzo: perché!

8 marzo: perché!

Origini e storia della giornata internazionale della donna, che dal 1909 si celebra ogni 8 marzo.

8-marzo-festa-della-donna

L'idea di una giornata internazionale della donna nasce nel febbraio del 1909 negli Stati Uniti, su iniziativa del Partito socialista americano. L'anno seguente, nel 1910, la proposta venne raccolta da Clara Zetkin a Copenaghen, durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste.

Dai documenti del congresso non sono chiare le motivazioni che spinsero alla scelta di quella data, l'8 marzo, e in realtà e fino al 1921 i singoli Paesi scelsero giorni diversi per la celebrazione. È solo in occasione della Seconda conferenza delle donne comuniste (Mosca, 1921), che viene proposta e approvata un'unica data per le celebrazioni, in ricordo della manifestazione contro lo zarismo delle donne di San Pietroburgo (1917).

 

FALSI STORICI. Alcune tradizioni fanno anche riferimento a un episodio drammatico accaduto negli Stati Uniti, nel 1857, quando alcune operaie chiuse in fabbrica dal padrone perché non partecipassero a uno sciopero, persero la vita a causa di un incendio.

 

propaganda contro le suffragette
Violenze di inizio '900: la propaganda contro le suffragette| PALCZEWSKI SUFFRAGE POSTCARD ARCHIVE

In Italia e altri Paesi si è fatto spesso riferimento a un presunto episodio analogo avvenuto a New York l'8 marzo del 1911, quando nel rogo di una fabbrica di camicie persero la vita 134 donne. Sembra però che la fabbrica fosse inestente e che un drammatico rogo avvenne effettivamente, ma in febbraio. In realtà, a seconda dei Paesi dove si è affermata questa tradizione cambiano la date, il luogo e il numero delle vittime.

 

Secondo Tilde Capomazza e Marisa Ombra, che nel libro 8 marzo (Utopia) hanno studiato le origini della celebrazione, le motivazioni date nel 1921 a Mosca erano troppo legate a un preciso momento politico e vennero presto abbandonate e sostituite da eventi più simbolici.

 

LA MIMOSA. La scelta dei fiori gialli della mimosa risale invece al 1946: le organizzatrici delle celebrazioni a Roma cercavano infatti un fiore che fosse di stagione e costasse poco: la mimosa, appunto.

DAL SITO FOCUS. IT

 

giovedì 20 febbraio 2020

L'INVISIBILE

✨🌠✨
L’invisibile

Una mano invisibile
sul tuo capo

un alito profumato
presenze quotidiane intoccabili

sono nella tua mente

ti salvano
ti consolano
t’accarezzano

sono gli Angeli.

Cresy Crescenza Caradonna

CALENDARIO SAGGIO

giovedì 6 febbraio 2020

Poesia di Cresy Crescenza Caradonna Poesia

"Innocenza "

Innocenza  è
come tenue luce di candela
          come fili di cera

vorrei prenderti per mano
donarti un sorriso
        accarezzarti
        con amore proteggerti

bianca rosa
purezza infantile
vergine in fiore
tu mio figlio.

Cresy Crescenza Caradonna
©2011

martedì 4 febbraio 2020

Pierre Auguste Renoir

"Quando gli artisti capiranno che non necessitano di immaginazione, che tutto ciò che essi inventano, in termini di forma e colore, la natura lo ha già inventato superando i più bravi, che essa ha sempre qualcosa di nuovo da offrirci, che è ricca e che la nostra povera immaginazione, per quanto fervida possa essere, appare subito monotona [...]". 
Pierre Auguste Renoir

sabato 23 novembre 2019

ALDO PALAZZESCHI E LA POETICA DEL DIVERTIMENTO di Eduardo Terrana


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ALDO PALAZZESCHI E LA POETICA DEL DIVERTIMENTO
di Eduardo Terrana

Aldo Palazzeschi, all'anagrafe Aldo Giurlani, nasce a Firenze nel 1885. Compie studi tecnici e si diploma Ragioniere. Frequenta da giovane una scuola di recitazione e per qualche tempo fa l'attore nella compagnia di Lida Borrelli, ma interrompe presto quell'esperienza che non fa per lui.
Prende la strada della narrativa e avvia i primi tentativi di scrittore con un certo successo, piace infatti quel tocco di humour che riesce a trasfondere nelle sue opere e che suscita l'ilarità spontanea del lettore e dell'ascoltatore.
Si accorge di lui Marinetti che tenta di valorizzarlo nel movimento futurista, ma è un breve percorso il loro.
Alla iniziale fervida adesione al Futurismo , per cui scrisse nel 1913 anche un personale manifesto " Il Controdolore", Palazzeschi decide di staccarsene non condividendone l'ideologia interventista e nazionalista, il fanatismo eversore, l'esasperato tecnicismo.
Si dedica quindi esclusivamente alla sua attività di narratore. Dopo la morte dei genitori trasferisce il domicilio a Roma.
Vive però gran parte della sua vita a Firenze, con brevi soggiorni a Venezia, Parigi e Roma, dove muore il 17 agosto del 1974.
Nel panorama del novecento poetico italiano la sua produzione è di notevole importanza ed occupa oltre un cinquantennio. Scrive in poesia ed in prosa.
Tra le opere poetiche ricordiamo:I Cavalli bianchi , il suo primo volume di versi del 1905; Poesie, dal 1904 al 1914; L'incendiario del 1910, Cuor mio del 1968, Via delle cento stelle, del 1972.
Opere di narrativa sono: Il codice di Perelà e I racconti di stampe dell'800, del 1932; Il palio dei buffi, del 1937; Il buffo integrale, del 1966; e i romanzi :
Le sorelle Materassi, del 1934; Roma del 1953; Il doge, del 1967; Stefanino del 1969, l’ultimo romanzo.
La prima stagione poetica di Palazzeschi è nel volume di “Poesie”, che raccoglie i componimenti che vanno dal 1904 al 1914.
Vi troviamo il temperamento d’uno scrittore - fantasista , inquieto e insodisfatto che si affida all’ironia pur non mortificando i sentimenti.
Non è diverso l’animo del poeta nella raccolta “Cuor Mio”, pur se ormai è trascorsa l’età bella della giovinezza e il poeta si ritrova ultraottantenne.
Il poeta ormai, come egli stesso scrive, “ creatosi una forma , resta prigioniero di quella cioè di se stesso”.
Non si ha pertanto traccia di nuove formule, o di nuove mode in “Cuor Mio”, ma più pacatamente il libero estro di una fantasia mossa dalle occasioni e dalle meditazioni, dalla nostalgia o dall’ironia, che resta sostanzialmente fedele a un’idea di poesia come libera invenzione della vita e della realtà, seppure attraverso lo strumento divertente e demistificante del linguaggio, e ciò lo aggrada, perché, come scrive Ferdinando Camon, gli appare, “ un mezzo disinfettante di quel tanto di falso e di poco intelligente che è nella vita quotidiana e nella nostra società”.
La prima giovanile esperienza poetica rivela un’ironia surreale , leggera ed arguta, che s’impone sulla malinconia, sulla nostalgia, e più che autocompianto si fa sberleffo.
In quest’ottica la poesia “Chi Sono?,tratta dal volumetto “Poemi” del 1909, ci presenta, ma solo in apparenza, un autoritratto in negativo del poeta, infatti egli in fondo è almeno il saltimbanco della sua anima.
Una felice testimonianza della poesia di Palazzeschi è la lirica Rio Bo”, dove, al di là
di certe caratterizzazioni crepuscolari, si scopre solo ed inconfondibilmente il poeta.
Una fondamentale costante della personalità e dell’arte di Palazzeschi è la vocazione al riso, al gioco estroso della fantasia.
Una vocazione già presente nel suo manifesto “ Il Controdolore “ dove si legge: “Bisogna abituarsi a ridere di tutto quello di cui abitualmente si piange, sviluppando la nostra profondità. L’uomo non può essere considerato seriamente che quando ride...Bisogna educare al riso i nostri figli, al riso più smodato, più insolente, al coraggio di ridere rumorosamente “.
Lo sberleffo e l’impertinenza, pertanto, sono alla base di molte delle liriche di Palazzeschi con una varietà notevole di soluzioni sperimentalistiche.
Nella lirica “Passeggiata” si coglie questo aspetto del poeta, seppur in chiave ancora futuristica.
Il poeta registra tutte le parole che legge durante una passeggiata. Dovunque si guardi sono solo insegne, cartelloni pubblicitari, numeri civici. Solo edifici e palazzi.
Solo muri su cui gli uomini lasciano il segno del loro spesso incivile passaggio.
Muri con parole che impediscono di vedere l’ambiente naturale, di sentirsi in contatto con esso e con la propria più autentica dimensione.
La vocazione al divertimento in Palazzeschi non è fine a se stessa, non si esaurisce nello sperimentalismo formale, non esclude infatti la malinconia, la nostalgia, l’affettuosa tenerezza, la pietà, che traspaiono meglio nelle opere narrative e nei romanzi.
Questa poetica del divertimento non adombra la figura di Palazzeschi, che resta indubbiamente un poeta genuino, che ha contribuito in modo sostanziale per forza d’estro ed istintiva umanità al rinnovamento della poesia italiana, è testimonianza però della profonda crisi di valori del tempo, che si riflette anche nella poesia e ne evidenzia il bisogno ormai di nuovi slanci e di nuovi canoni poetici. 

Eduardo Terrana
Saggista e conferenziere internazionale su diritti umani e pace
Tutti i diritti riservati all’autore



 

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